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Vegetariano, che passione!

Vegani, macrobiotici, fruttariani e crudisti: le diete alternative oggi sono così tante da perdere il conto! Cerchiamo allora di fare un po’ d’ordine. Cominciamo a parlare della scelta vegetariana.

Se pensiamo che sia una moda moderna ci sbagliamo, tra i primi vegetariani noti, troviamo in Grecia il matematico Pitagora (570 BC – 495 BC), che influenzò a tavola anche i suoi più stretti seguaci, detti pitagorici.

Nella cultura orientale, invece, dove da sempre le convinzioni religiose influenzano l’alimentazione, troviamo diverse dottrine pro vegetarianismo.

Ad esempio gli janisti, che contano solo in India due milioni di seguaci e la cui dottrina è basata sulla non violenza verso uomini e animali, mentre i buddisti, che credono nell’importanza di rispettare ogni forma di vita, seppur non obbligati a essere vegetariani, hanno il divieto di far uccidere qualsiasi essere vivente per se stessi, ma possono invece mangiare un animale già in precedenza morto.

Le religione cristiane, dominanti in Occidente, non hanno promosso queste scelte alimentari e dobbiamo aspettare le correnti illuministe nel XIX secolo perché inizi a diffondersi il pensiero vegetariano. In questi anni è stata coniata la parola stessa “vegetariano”, che deriva dal latino “vegetus” e significa: vivo, vigoroso, sano.

Nel 1847, in Inghilterra, un gruppo di intellettuali, tra cui il reverendo William Cowherd, fondò la prima società vegetariana del mondo occidentale. Tre anni più tardi, nel 1850, fu il turno degli Stati Uniti, dove fu creata l’American Vegetarian Society.

In Italia, la società vegetariana approda solo nel 1952, fondata dall’intellettuale pacifista Aldo Capitini, con lo scopo di riunire tutti i rappresentanti e di sensibilizzare la popolazione.

Oggi le cose sono molto cambiate e la cultura vegetariana, soprattutto negli ultimi anni, è sempre più diffusa.

Secondo le stime del rapporto Eurispes 2017, gli italiani che non mangiano né carne né pesce sono circa due milioni e settecentosessanta mila, il 7,6% della popolazione.

Le motivazioni emerse che hanno portato gli abitanti del Bel Paese a cambiare rotta sono principalmente il rispetto per gli animali oltre che la preoccupazione verso l’ambiente e la sua sostenibilità.

Nell’ultimo anno si è riscontrata una diminuzione della percentuale di chi si dichiara solamente vegetariano a favore di quelle che escludono tutti i derivati animali, ovvero i vegani.

Nonostante l’alimentazione vegetariana sia stata spesso criticata, alcune fonti autorevoli quali l’ADA (Academy of Nutrition and Dietics) hanno approvato questa dieta, considerandola, se seguita in maniera equilibrata, una valida alternativa per tutte le età.

Tuttavia, per nonne e mamme non è sempre facile allontanarsi dalla tradizione che vede la carne come alimento immancabile nelle feste e nei pranzi in famiglia.

Per evitare che il menù diventi motivo di contese, proponiamo ricette del nostro territorio naturalmente senza carne, per un pranzo che faccia tutti contenti!

Tirtlen: raviolo fritto con ricotta e spinaci altoaltesino

Spaghetti al pesto alla trapanese

Nusat: tortino di zucca lombardo (Pavia)

Canestrelli piemontesi, da gustare col caffè

 

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