4 passi per l'Italia Cultura Il blog di Fulvio

VALDINIEVOLE . . . ma dai? Si chiama così?

Vi dice qualcosa Valdinievole?

Per quello che possono valere, sul piano statistico, le mie personali possibilità di verifica, la domanda sembra essere imbarazzante per tutti tranne che per quei pochi che fisiologicamente non possono non sapere.

Allora largo all’intuito, assistito dalla logica: è un luogo, su questo non ci piove; non ha a che fare con il mare perché dovrebbe essere una valle. Dico dovrebbe perché a volte i nomi ingannano. Prendi, ad esempio, Scarperia, la bella e storica cittadina a ridosso del Mugello. Cercando l’etimo del suo nome si potrebbe pensare a un antico distretto di ciabattini, calzolai, un ricordo vivo degli antichi mestieri … e invece no il nome deriva da Scarpa ossia Pendio per via dell’abitato ai piedi dell’appennino tosco emiliano. Mentre la sua specialità erano e sono i ferri taglienti … ossia i coltelli.

Ma tornando alla Valdinievole scopriamo che non è molto lontana dal Mugello e il mistero si dissolve come per incanto se aggiungiamo un altro nome . . . Montecatini, Montecatini Terme naturalmente.

Conoscere Montecatini, le sue terme, i suoi alberghi, le famose cialde di Bargilli e non conoscere la Valdivìnievole che la ospita è la rappresentazione plastica del rapporto che esiste tra l’Italia del marketing e quella vera su cui è tristemente calato il velo della misconoscenza. Siamo seduti su un grande tesoro che ci è stato donato dalla natura, dai nostri avi e dalla fortuna, ma spesso vediamo solo il forziere e non ci viene neanche voglia di aprirlo. Così, tanto per dire, sembra che l’italiano sia la lingua più studiata nel mondo per il semplice piacere di apprenderla e noi qui ci riempiamo la bocca con inutili inglesismi. Siamo pervicacemente, maccheronicamente anglofoni proprio noi che nella nostra lingua possiamo trovare una definizione creata per interpretare ogni più intimo palpito della nostra esistenza.

La Valdinievole è una piccola ma significativa parte della provincia di Pistoia, la città delle piante, una splendida realtà florovivaistica che si impone con orgoglio anche all’attenzione del “pistoiese” di passaggio: una realtà di cui, ancora una volta, pochi sanno.

Seguendo la Nievole si entra nella Valle i cui centri principali, oltre a Montecatini, sono Pesciabella perché è bella,medievale e sulla Strada dell’Olio, e Monsummano Termenota per la Grotta di Giusti, un’affascinante sauna naturale alimentata da un lago caldo sotterraneo dove è consentito   un soggiorno di non oltre 50 minuti da spendere rilassati sulle comode chaise longue disposte lungo un percorso tra stalattiti e stalagmiti e dove si può mangiare, nella confinante Pieve a Nievole, dell’ottima chianina, solo la sera, nella macelleria, salumeria, osteria Angelo Papini che potete trovare all’inizio della via Empolese, venendo da Monsummano.

Un luogo dove sarete felici di fermarvi per la notte, ma vi piacerà concedervene più d’una, è il Borgo degli Agrumi, a Uzzano Castello, un luogo pittoresco, calato nella storia, che domina su Pescia. Vicino ad altre perle come Borgo a Uggiano, Collodi di Pinocchio e Vinci di Leonardo. Una posizione comoda per raggiungere città d’arte come LuccaPisa e Firenze, vicino a Prato ma anche alla Versilia.

Il Borgo degli Agrumi è incantevole. Antico convento affacciato sulla Valle e sul corso della Pescia, gode di un microclima che favorisce la naturale presenza di agrumeti. Il mio incontro con il Borgo, il Castello, con la badessa Emanuela alla regia, è avvenuto nell’autunno avanzato, una stagione dal sapore mistico e misterioso, in cui i contorni si perdono con quasi consapevole naturalezza nelle nebbie del tempo.

Io ho soggiornato nel Pompelmo, un appartamento in cui l’impronta antica è stata sapientemente coniugata a semplicità ed eleganza, assistito da un patio esterno collegato a un giardino da cui l’occhio può inseguire l’intera valle e oltre (naturalmente tutti i 6 appartamenti sono stati dedicati ad altrettanti agrumi). Purtroppo ho potuto fermarmi per due sole notti nel corso delle quali ho però potuto definitivamente confermare il mio spontaneo amore per gli agrumi che, gustati nell’ovattata atmosfera di Uzzano, rappresentano appieno il loro messaggio di vita portando nell’inverno i colori e i sapori dell’estate. (CONTINUA)

 

 

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