4 passi per l'Italia Beverage Tradizione

Terre di Barolo

 

Parlare del vino è come spolverare la memoria di vicende affondate nel mito. E poi, stringendo lo sguardo al Piemonte e alle Langhe, scoprire come la storia di un piccolo lembo d’Italia e di tutto il suo popolo sia profondamente segnata dalla produzione del vino, fin dalle epoche più remote.

Mi trovo qui e il paesaggio che mi si propone è fatto di colline e i vigneti che si alternano a castelli e borghi storici le attraversano come l’imbastitura di un sarto e le legano indissolubilmente a quel popolo. Anche per questo il Barolo è un vino così speciale. Esistono condizioni climatiche uniche ma esiste un territorio ed esiste un popolo

Il Barolo è uno dei grandi vini italiani e ha reso le Langhe famose in tutto il mondo. Il vitigno è esclusivamente il Nebbiolo, che le sue caratteristiche peculiari rendono pregiato: le uve maturano tardi e le bucce sono ricoperte da una sostanza naturale che va ad “annebbiare” il colore blu-viola intenso dei grappoli.  Il Barolo deve affinare per almeno 3 anni, di cui almeno 18 mesi in botte. Con 5 anni di affinamento diventa Barolo Riserva.

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Sono le molteplici composizioni minerali dei terreni a donare caratteri diversi ai vini e a tingerli di differenti sfumature. La composizione del terreno influenza le caratteristiche olfattive e gustative. Nel caso del Barolo un terreno ricco di marne con tonalità che vanno dal bianco grigiastro al bluastro annuncia un vino robusto, mentre un terreno argilloso sprigionerà il suo profumo intenso. Poche sono le colline che offrono una varietà di terreni e stili così netti, pur distando solo di qualche chilometro. Il Barolo assume volti diversi da un comune all’altro. Monforte d’Alba è conosciuta per i suoi vini precisi; Castiglione Falletto per la poderosità dei tannini, Serralunga per il rigore e  La Morra vanta il primato per l’eleganza.

Al vino serve il sole, serve la luna, serve la terra; al vino occorrono la luce e l’oscurità; il vino ha bisogno del lento scorrere del tempo … ma non basta! Al vino serve l’uomo gli serve il suo lavoro, la sua sapienza, il suo amore: per plasmare un grande vino servono creatività e passione proprio quella con cui “la gente delle terre del vino”, con fatica e perseveranza, perpetua una tradizione secolare.

Perché il vino non è mai stato una bevanda qualsiasi!

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