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Sansepolcro, il borgo di Pier della Francesca

Di piccoli borghi, veri e propri gioielli, l’Italia è piena. Se vi capita di gironzolare sull’Appennino, nel crocevia tra Toscana, Umbria e Marche, non perdete l’occasione di visitare un vero gioiello: Sansepolcro. Piccolo borgo in provincia di Arezzo, ai piedi dell’Appennino toscano, Sansepolcro è una meravigliosa cittadina, ricca di antiche tradizioni, di bellezze architettoniche ma anche di esempi di sapiente e raffinato artigianato.

Secondo la tradizione Sansepolcro avrebbe un’origine mitica per opera di due Santi pellegrini, Arcano ed Egidio che, ritornando dalla Terra Santa, si fermarono nell’Alta Valle del Tevere dove, per un segno divino, decisero costruire una piccola cappella per custodire le Sacre Reliquie, portate da Gerusalemme: l’abbazia dedicata al Santo Sepolcro e ai Santi Quattro Evangelisti, da cui il nome del Borgo Del Santo Sepolcro che si sviluppò intorno all’Abbazia.

Storicamente Sansepolcro è sempre stata una città molto attiva, artisticamente e culturalmente, considerata addirittura culla della cultura rinascimentale, avendo dato i natali a moltissimi personaggi famosi delle scienze, delle lettere e dell’arte, come Piero della Francesca, per citarne uno per tutti. Basta passeggiare per le vie del centro e alzare il naso all’insù per ammirare i meravigliosi palazzi medievali, con le caratteristiche torri (Palazzo delle Laudi, Palazzo Alberti, Palazzo Aggiunti, Palazzo Graziani, Palazzo Ducci del Rosso,…), le sue Chiese con i tipici campanili (la Cattedrale romanica, la Chiesa gotica di S.Francesco, la chiesa Santa Marta, Santa Maria delle Grazie, San Rocco e Sant’Antonio Abate) che ancora oggi (nonostante terremoti, attacchi esterni e lotte cittadine) testimoniano la loro bellezza.

Sansepolcro è un borgo ricco anche di folclore. Citta del Palio della Balestra e dei Giochi di Bandiera, Sansepolcro ospita ogni anno dalla metà del XV secolo – la seconda domenica di settembre – l’eterna sfida contro i balestrieri di Gubbio, che ancora oggi segue le stesse regole dei secoli passati. Un’occasione ancora oggi per ammirare dame e cavalieri vestiti in abiti nobiliari dai colori di Piero della Francesca.

Sansepolcro è anche sede della Biennale dell’Arte Orafa e della Biennale del Merletto o Trina a spilli che rappresentano la testimonianza della tradizionale maestria locale di lavorare l’oro ed il cotone.

Se poi avete un po’ di tempo, perdetevi per i dintorni di Sansepolcro e lasciatevi affascinare, tra le altre, dalle coltivazioni di tabacco pregiato Kentucky di cui la città ha una lunghissima tradizione: i primi semi di tabacco Kentucky sono arrivati a Sansepolcro nel 1574 come regalo da parte del Cardinale Niccolò Tornabuoni al nipote Alfonso Tornabuoni, vescovo di Sansepolcro.

Ed infine lasciatevi ammaliare dalle bontà enogastronomiche tipiche della zona, formaggi, salumi (dalla finocchiona alle salcicce o lombo sottolio, le bistecche di Chianina certificate, le salsicce di cinghiale, i sambudelli giusto per citarne alcuni), pasta (proprio nella piazza di Sansepolcro nacque agli inizi dell’800 il primo laboratorio Buitoni grazie all’intraprendenza di Giulia Boninsegni Buitoni, meglio conosciuta come “mamma Giulia”, e del marito). Ce n’è per tutti i gusti!

 

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