4 passi per l'Italia

San Leo, uno dei Borghi più belli d’Italia e la leggenda del balsamo di Cagliostro.

 

L’Emilia Romagna, più la conosco e più mi rendo conto che le spiagge, il divertimento sono veramente una ridicola parte di ciò che questa regione offre, c’è tutto un mondo fatto di piccoli borghi nell’entroterra o piccole città lagunari e ancora parchi naturali e verdi colline incantevoli che nulla hanno da invidiare ad altre regioni italiane. Oggi vi parlerò di un piccolo Borgo Medioevale che nonostante la sua storia e importanza strategica ancora pochi conoscono: San Leo.

img_1446-san-leoSan Leo è un posto magico, nel visitarlo si ha la sensazione di fare un salto nel nostro passato. E’ un antichissimo borgo situato su un enorme masso roccioso nella Val Marecchia, alle spalle della Repubblica di San Marino e a soli 32 km da Rimini. Arrivandoci è facile intuire la sua funzione nel passato in quanto la sua posizione invalicabile è stata sicuramente strategica per la difesa del territorio circostante.

Il borgo prende nome da San Leone che, giunto insieme a San Marino dalle coste della Dalmazia, avrebbe evangelizzato la zona diventandone il primo vescovo. Il monte su cui poggia San Leo e che dà nome all’intero territorio, il Montefeltro, deriverebbe dal latino Mons Feretri, in quanto, secondo la tradizione, l’attuale luogo della cattedrale di San Leo sarebbe stato occupato da un tempio dedicato a Giove Feretrio.

Dai suoi quasi 600 metri d’altezza, la rocca di San Leo domina la vallata del Marecchia e un panorama di boschi, picchi rocciosi e calanchi che si spinge fino al mare. Sotto la rocca inizia il piccolo borgo, raccolto e compatto, ancora lastricato in pietra passeggiando sul quale si respira un’atmosfera unica, rilassante che permette di scrutare e osservare ogni minimo particolare, di sentire il profumo di antico, di chiudere gli occhi e immaginarsi Dante Alighieri passeggiare tra le sue piccole strade pensando forse a cosa scriverne nella sua Divina Commedia o San Francesco attirato dal blu di un cielo terso e un orizzonte infinito. Le colline sono punteggiate di piccoli abitati, di luci che si accendono col buio, di stradine animate da chi è in fuga dalla movida della Riviera.

Da visitare sono sicuramente la Pieve, la Cattedrale e la Torre, il palazzo Della Rovere, residenza dei conti di Montefeltro e duchi di Urbino, il palazzo Nardini (XIII-XVI sec.) dove fu ospite San Francesco nel 1213, il palazzo Mediceo e la chiesa della Madonna di Loreto. Un po’ più distante dal centro storico la famosa Fortezza dove fu rinchiuso il conte di Cagliostro, mago forse esoterico comunque uno dei più enigmatici avventurieri dell’età dei Lumi.

cagliostroProprio da lui prende il nome il prodotto tipico del posto, il balsamo di Cagliostro la cui leggenda narra il ritrovamento chissà come e chissà quando della sua ricetta segreta dalla quale nasce un liquore, un amaro, un eccellente digestivo a base di radici di liquirizia, senza aggiunta di coloranti e sostanze sintetiche.   A farlo da più di cinquant’anni è il liquorificio artigianale di Leonardo Leardini, il quale ha dedicato tutta la sua vita alla produzione di liquori artigianali di sua invenzione, compreso il Balsamo di Cagliostro, fino all’età di 86 anni quando ha dovuto cedere la sua attività.

L’uomo, con passione e dedizione autodidatta, ha raccolto per anni le erbe del territorio montefeltrino, studiandone le caratteristiche, raccogliendo e sperimentando le ricette di balsami e infusi tramandati dalle genti del posto di generazione in generazione.

Oggi è chiuso e il liquore non viene più prodotto dato che la ricetta è rimasta segreta.

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