4 passi per l'Italia Beverage

Praepositus Sylvaner: dalle Dolomiti con amore.

Prima o poi nella vita arriva il momento di concedersi una sana avventura. Che sia piccola o grande, breve o lunga, in economy o prima classe, poco importa: se hai un’ispirazione, inseguila! Me lo diceva sempre mia nonna. Dico sul serio! Così, quando settimana scorsa mi sono innamorata dell’ennesimo vino bianco incontrato quasi per caso, ho deciso che valeva la pena seguire il cuore (e il consiglio di nonna): sono saltata in sella alla moto e … via verso le Dolomiti alla ricerca di quel luogo magico dove viene prodotto il Praepositus Sylvaner.

Parlare di luogo magico e incantato non è esagerato, vi assicuro. Il Praepositus Sylvaner è infatti una delle proposte dell’Abbazia di Novacella, tempio della viticoltura della Valle Isarco, la zona vitivinicola più settentrionale dell’Italia in Alto Adige. Oltre a essere di una bellezza architettonica e artistica folgorante, l’Abbazia vanta una tradizione antichissima: è da secoli che produce vino, precisamente dal 1142, anno della sua fondazione ad opera del vescovo di Bressanone.

Visitare questo luogo è stato come passeggiare attraverso le più importanti epoche della storia dell’arte: Romanico, Gotico, Barocco e Rococò si susseguono armoniosamente e contribuiscono al carattere mistico del luogo. Il tempo sembra fermarsi nell’imponente Chiesa, inondata di luce e riflessi rosa, nell’intimo chiostro con le sue volte gotiche e i suoi affreschi risalenti al Trecento, nella pinacoteca ricca di tavole e altari gotici, manoscritti, oggetti liturgici, congegni scientifici e strumenti musicali, e nella spettacolare biblioteca, che mi ha letteralmente stregato, con i suoi 92.000 volumi custoditi in grandiosa sala in stile rococò.

L’Abbazia possiede boschi, malghe, due riserve di caccia, vigneti, terreni per la coltivazione di mele e di erbe: è da qui che provengono tutti i prodotti che si possono acquistare (vini, grappe, tisane, succo di mela e creme) o degustare (speck, salsicce affumicate, formaggio, pane tipico).

Ma torniamo ai vini.  Sono l’altitudine, tra 600 e 900 metri, il clima fresco e la ricchezza di minerali a rendere questi terreni ideali per il perfetto sviluppo degli aromi e della sapidità dei tipici vini bianchi della Valle Isarco come appunto il Sylvaner, ma anche il Müller Thurgau, il Kerner, il Gewürztraminer ed il Veltliner. Le varietà dei vini rossi – il Lagrein, il Kalterersee, il Pinot Nero e il Moscato Rosa – prosperano invece nei vigneti dell’Abbazia situati più a sud. A Novacella si svolgono le vinificazioni e gli affinamenti dei vini bianchi, mentre a Cornaiano si trova un’altra sede aziendale in cui convergono le uve rosse. L’esperienza plurisecolare, combinata alle tecnologie più attuali e alla passione di chi collabora in vigna e in cantina, rendono i vini dell’Abbazia di Novacella ricchi di personalità e di verve mentre il loro stile privilegia la naturalezza d’espressione dei singoli territori, cui si aggiunge un notevole equilibrio nell’esprimere i caratteri varietali delle uve di base.

E arriviamo al Praepositus Sylvaner (2014) che ha dato il via al viaggio. Grappolo piccolo e piuttosto compatto, con acini di medie dimensioni, sferici e caratterizzati dalla particolare buccia giallo verdastra coperta di punteggiature scure: così si presenta sui tralci il sylvaner, vitigno originario dell’Europa Centrale e oggi diffuso soprattutto in Germania e Svizzera. Piuttosto resistente al freddo, il sylvaner si adatta bene nelle regioni più settentrionali, anche in zone di elevata altitudine, purché godano di una buona esposizione. Forse è per queste caratteristiche che in Italia questa varietà si è diffusa soprattutto in Trentino Alto Adige dove è utilizzato sia in uvaggio con altri vitigni, sia in purezza.

Il Sylvaner Praepositus (2014) dell’Abbazia di Novacella è un vino avvolgente e persistente, capace di regalare note minerali a ogni sorso. Un vino splendido, raffinato ed elegante, bilanciato nelle sue sfumature calde e nei suoi richiami minerali. Bianco fermo, di medio corpo, morbido e profumato, dotato di piacevoli sentori fruttati e speziati, affinato in botte, il Sylvaner Praepositus è il protagonista assoluto e identificativo di un territorio come la Valle d’Isarco.

Ho avuto la fortuna di degustarlo nuovamente con un esperto che ha tradotto in parole tutte le sensazioni che ogni sorso regala ai cinque sensi.

Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino acceso dai leggeri riflessi verdognoli.

Al naso arrivano subito freschi i sentori vegetali e leggermente affumicati, che evolvono in note di erba medica, di agrumi e di fiori bianchi, insieme a intense note fruttate che ricordano l’albicocca e la pesca.

Al palato è equilibrato, di buona profondità e risulta molto fresco e sapido allo stesso tempo, con un gusto persistente che regala, sul finale, una piacevole nota amarognola. Si avvertono nitidamente pesca e mela golden, erbe aromatiche e mughetto.

E’ un vino ottimo da bere adesso, ma può avere una bella evoluzione se lasciato riposare un po’ di tempo in cantina (anche 2-3 anni). Per gustarlo al meglio, è da servire a 8°-10°C e vi consiglio di utilizzare un calice ad apertura media, ideale per i vini bianchi leggeri e di media struttura, che non necessitano di ossigenazione per aprirsi.

Gli abbinamenti perfetti? Con antipasti di pesce – anche affumicato –, tartare di pesce bianco, primi piatti, zuppe e pesce in umido, crostacei al vapore, uova e torte salate, soufflé di verdure.

Che altro dire? Prosit!

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