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Parco di Montevecchia e del Curone … luoghi d’altri tempi

Scendendo da Besana verso Lecco e prendendo la via per Merate, subito dopo Missaglia e la sua frazione Maresso l’orizzonte si dedica quasi esclusivamente alla Collina e al Monastero di Montevecchia. Siamo nel cuore della Brianza lecchese, direzione Adda, che conserva le tracce di Leonardo nel traghetto di Imbersago, nelle chiuse e nelle rapide di Paderno d’Adda.

Questo è l’humus in cui nasce il Pincianell, ossia nostranello, il vino autoctono di Montevecchia. Un vino giovane, leggero, dai profumi fruttati e floreali. Lo propone Terrazze di Montevecchia, una casa vinicola capace di 25 mila bottiglie per sei etichette l’anno: Pincianell bianco (viogner), Pincianell rosso (syrah/merlot), Munciar (viogner), Cepp (syrah/merlot), Spumante Metodo Classico Brut (viogner) e Pasii (viogner).

Il Pincianell è un vino davvero leggero (10,5°/11°) reso appena vivace dalla sua fermentazione naturale ed esalta le caratteristiche di freschezza grazie alla sua evoluzione in autoclave. I 9 ettari vitati sono adagiati alle spalle della collina dove si apre, o si nasconde, il Parco di Montevecchia e della Valle del Curone.

Nel cuore di questa valle “vive” da oltre duecento anni la Cascina Bagaggera che, nella sua lunga storia, è stata anche frazione, persino comune, arrivando a contare quasi 600 abitanti nel suo maggiore splendore demografico. Infatti il suo nome deriva dal termine squisitamente brianzolo “bagaj”, bambino, in ragione del fatto che la Bagaggera era abitata da una popolazione composta in larga parte da bambini.

Oggi la località è quasi esclusivamente dedicata alla ricostruzione del rapporto tra l’uomo e la terra, proponendo antichi prodotti realizzati alla “vecchia maniera”, formando giovani agricoltori e allevatori, alimentando direttamente l’incontro con il consumatore finale che viene a rifornirsi in cascina. La Bagaggera ospita anche un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) che non si limita ad acquistare direttamente dal produttore ma divide con lui alcuni cicli di produzione. Si tratta di percorsi semplici, come la raccolta delle uova, che coinvolgono le famiglie, soprattutto i bambini che, oltre a divertirsi, imparano a conoscere le galline, le “macchine” che fanno le uova. Bagaggera accoglie anche le scuole per percorsi didattici o semplici visite: impegnata nella mungitura di una capra una bambina si fa cadere un po’ di latte sulla mano e immediatamente, voltandosi, grida “maestra, maestra esce già caldo!”.

Alla Bagaggera si allevano capre e si producono i famosi caprini di Montevecchia che dagli anni ’50 hanno riempito la gioventù di molte generazioni. Ma tra quelli e questi c’è una differenza fondamentale. Quei caprini a differenza di questi erano fatti con latte vaccino.

Sempre dalla capra arrivano il fürmagit de Faciröla, dal nome della forma in cui viene messo il caglio e la Caciotta affinata in fossa tenuta tre mesi in ambiente anaerobico a Sogliano sul Rubicone e non in Brianza, perché in Emilia l’affinamento avviene nel tufo e non nell’argilla che presenta un’umidità eccessiva.

Per non mandare sprecato il siero del latte caprino lo si dà in pasto ai maiali e ne vengono macellati una quarantina all’anno per fare salami … solo salami, perché in Brianza tutto l’animale diventa salame, di quattro tipi, da consumarsi in questo preciso ordine cronologico e di grandezza: cacciatore, sfilzetta, salame e bugia.  Quest’ultima poteva arrivare (oggi non vengono più prodotte) fino alla macellazione successiva. Avanzano solo gli scarti dell’animale destinati a caseoula, lardo, pancetta, vaniglia e mortadella di fegato.

La Bagaggera propone anche il pane che sforna quotidianamente utilizzando l’antica tecnica che prevede la cottura senza fuoco in un forno precedentemente scaldato con la legna.

Il Parco di Montevecchia e del Curone è sufficientemente sconosciuto per garantire ancora un approccio davvero sincero che ci permette di assaporare quelle piccole verità che abbiamo ricevuto in eredità e che
dovremmo custodire perché possano essere nuovamente eredità per qualcuno.

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