4 passi per l'Italia Consigli

Paese che trovi, prelibatezze che assaggi. Oggi il nostro palato ci porta nel Parco Nazionale del Cilento

L’Italia è un paese meraviglioso che ci offre sempre angoli nascosti da scoprire e da gustare. Ecco, oggi vi voglio parlare di un luogo incantevole ancora non del tutto noto al grande pubblico e per questo ancora tutto da scoprire: Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

Ci troviamo nel cuore della Regione Campania, il secondo parco per dimensioni della nostra penisola e patrimonio dell’Unesco. Qui storia, cultura e natura si sono fuse per tramandare fino a noi delle perle da scoprire. Non tutti sanno, ad esempio, che il Cilento è la culla della nostra dieta mediterranea. Lo è grazie al famoso fisiologo, biologo e nutrizionista Ancel Keys che, sul finire degli anni quaranta/cinquanta, notò una bassa incidenza di malattie cardiovascolari e disturbi gastrointestinali in Campania e a Creta e ipotizzò che la ragione fosse dovuta all’alimentazione che le popolazioni di questi due luoghi seguivano. Decise, quindi, di verificare di persona e nel 1962 si trasferì a Pioppi, frazione di Pollica, nel Cilento, conducendo uno studio pilota. Dopo oltre 20 anni concluse che l’alimentazione a base di pane, pasta, frutta, verdura, molti legumi, olio extra-vergine di oliva, pesce e poca carne fosse la ragione principale del benessere delle popolazioni locali. Da lì in poi nacque il concetto di Dieta Mediterranea (seguita negli oltre vent’anni vissuti nel Cilento anche da Keys che morì nel 2004 a 100 anni!).
Cuore della Magna Grecia e culla della dieta mediterranea… Non c’è da stupirsi, dunque, se il Cilento regala delle sorprese che valgono la pena del viaggio!

Tra tutti i posti meravigliosi del Cilento noi abbiamo scelto Ascea Marina dove storia e natura di fondono in un’armonia perfetta. Con la sua lunga e ampia spiaggia dalla sabbia bianca e sottile, che da 15 anni riceve la bandiera blu, Ascea Marina ci ha affascinato anche perché è sito archeologico degli scavi di Velia (per i Greci Elea), antica polis della Magna Grecia, dove ancora si può respirare la ricchezza e le vicissitudini delle antiche rotte commerciali tra Grecia ed Etruria e tra le cui strade lastricate si possono percepire i passi e il filosofeggiare dei grandi pensatori della scuola eleatica come Parmenide, Zenone e Melisso.
scrolaIn questo suggestivo contesto, a pochi passi dagli scavi archeologici, si trova un ristorante intimo, all’interno di un’antica dimora signorile del ‘700 appartenuta alla storica famiglia Ferolla che ebbe un ruolo rilevante sia culturale che per l’economia del luogo, dove si può degustare una cucina semplice e genuina ma raffinata, che esalta le tipicità del Cilento. Stiamo parlando di Le Macine di Luciano Ferolla: un frantoio con un’antica macina meccanica in legno e una pietra sapientemente recuperata fanno da splendida cornice. Una location insolita per un ristorante il cui progetto, come ci ha raccontato il proprietario Luciano, discendente della famiglia Ferolla, è nato per caso: un giorno, nel 1990, un amico architetto visitò la tenuta per fare delle foto per uno studio di ingegneria interessato ad alcuni frantoi antichi. Il frantoio Ferolla all’epoca era pieno di polvere e ci vollero due giorni per ripulirlo e renderlo fotografabile. Ma una volta ripulito ha sprigionato tutto il suo fascino e la sua bellezza. Dopo un paio di mesi un muleg mbutcorriere recapitò a Luciano un tubo contenente il progetto del ristorante per mano dell’amico architetto. Luciano fu subito colpito e si entusiasmò a tal punto da realizzarlo così come lo si può vedere oggi.

Il padrone di casa ci ha accompagnato con gentilezza ed esperienza nella degustazione dei loro famosi antipasti e dei piatti cilentani tipici, quali quelli di verdura – a causa dei tempi di preparazione un po’ lunghi, stanno scomparendo dalle case dei cilentani – la scarola Mbuttunata Cicoria e patate Alici Mbaccate. Tra l’altro, Luciano, grande appassionato di vini, da sempre cerca di dare spazio ai produttori locali, ospitando degustazioni ed eventi eno-gastronomici.
Ma se siete più tipi da sagre, e in Cilento ce ne sono numerosissime, vi suggerisco la Festa Nel Bosco di Perito, www.prolocoperito.it. Siamo arrivati lì per caso e ci siamo ritrovati immersi nello splendido scenario di un bosco di castagni dove, al fresco degli alberi, su lunghi tavoli di legno illuminati da candele e luci soffuse, abbiamo potuto ammirare la preparazione dal vivo dei “cavatielli”: esperte e veloci mani di una decina di signore del posto che impastano con una un’accuratezza ammirabile questa pasta fresca di semola tipica cilentana che viene cotta al momento e servita al sugo di castrato.

Cilento dunque: vera delizia per lo spirito e il palato!

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2 Commenti

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    Renata Cecchi
    5 Settembre 2016 at 23:07

    L’articolo ha colto la magica atmosfera del Cilento e ci auguriamo invogli in tanti a venire a scoprire le bellezze del nostro territorio e la sua deliziosa cucina

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    vittorio Ricci
    6 Settembre 2016 at 14:48

    un luogo particolare,ove si ritrovano antiche vestigia del passato, ed una maestria culinaria, che ha riportato i sapori e gusti di una cucina semplice e genuina. Il patron Luciano Ferolla ha saputo realizzare tutto cio’ con precisione, gusto, e signorilita’

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