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Microbirrifici d’Italia: Birra del Parco (Lombardia)

Le storie dei microbirrifici sono tutte appassionanti (come in realtà le storie di tutte le piccole imprese/produttrici che Tasty Italy vuole scoprire). Perché dietro ci sono persone che hanno fatto grandi sacrifici per realizzare un sogno, per dare concretezza a una passione, facendola diventare un lavoro. Quando poi la storia è raccontata dalla voce di un ragazzo che non ha ancora compiuto 30 anni, si riempie il cuore. Perché capisci che in realtà non è tutto vero quello che si legge: che i giovani di oggi sono tutti persi dietro ai social network, con mille nuove dipendenze da smartphone e tablet. Ci sono tantissimi ragazzi estremamente legati al proprio paese, al territorio di origine, con tanti splendidi progetti per cercare di rivalutarlo e valorizzarlo. Progetti che devono essere sostenuti.

Questa è la storia di Andrea e Alberto, due giovani 29enni (come ci tiene a sottolineare Andrea), amici da una vita, legati per tradizione familiare al proprio territorio, quel meraviglioso spazio tra il Parco agricolo Sud-Milano e il Parco del Ticino (la famiglia di Andrea ha un’azienda agricola biologica che produce latte e formaggi – ma questa è un’altra storia che magari presto vi racconteremo). E proprio da lì che si sono fatti ispirare per il nome della loro birra: “Birra del Parco”, per rimarcare il desiderio di rimanere legati a quella terra che fornisce ad Andrea e Alberto gran parte delle materie prime con cui è prodotta la loro birra.

Ma partiamo dal principio. La loro avventura insieme inizia circa 3 anni fa e nasce dalla volontà di unire la passione per la birra all’amore smisurato per il territorio. Dopo una breve esperienza insieme a condurre un agriturismo, decidono di realizzare il loro sogno: contribuire a promuovere il patrimonio agroalimentare della loro zona e contemporaneamente produrre birra. Provano quindi a coltivare alcuni appezzamenti fuori Albairate, per ottenere gli ingredienti che diventeranno il fulcro della loro birra (orzo, frumento bio, coriandolo raccolto e setacciato a mano – come ci ha detto Andrea). Mentre si avvia la coltivazione, i due ragazzi passano il tempo a visitare microbirrifici in giro per l’Europa e a studiare con fervore, con la sete di apprendere tutti i segreti di quest’arte antica e ancora così affascinante, di fare birra artigianalmente. I primi esperimenti di Andrea sono stati realizzati grazie a un amico, che aveva un piccolo kit casalingo per la produzione della birra.

Il progetto inizia a concretizzarsi quando ristrutturano il locale ad Abbiategrasso (in provincia di Milano) dove una volta c’era il monopolio dei Sali e dei tabacchi, gestito dai nonni di Alberto. Un luogo affascinante che contribuisce a rendere ancora più bello questo progetto. È lì che nasce il microbirrificio ed è lì che i ragazzi decidono di aprire una birreria (o meglio birrificio con cucina) per far degustare le proprie birre e assaggiare prodotti freschi, stagionali che provengono da piccole aziende agricole, cascine e artigiani locali (come ad es. i formaggi di capra, che provengono all’azienda I Silos, di cui vi abbiamo già raccontato).

Questa piccola realtà è nata da pochissimo (la produzione è iniziata il 20 marzo dell’anno scorso e la birreria ha aperto 2 mesi dopo) e per ora producono 2400 litri al mese di birra ad alta fermentazione, non filtrata e non pastorizzata, in 4 ricette (Bià, Gràss, Porcellina – dal gusto molto femminile e quindi la mia preferita. e Badilata), che viene principalmente venduta nella birreria (e in 5 altri locali in zona abbiatense).

I due ragazzi si dividono tra il lavoro nei campi, la produzione della birra, la birreria (che è aperta dal mercoledì alla domenica per la cena e da pochissimo anche la domenica a pranzo) e la burocrazia (tanta, troppa… come ci hanno confermato!).

Ma nonostante le giornate siano piene e la stanchezza tantissima (Andrea ci ha accolto un sabato mattina dopo che la sera aveva chiuso il locale alle due di notte!!!), la passione e la forza di volontà che anima questi due ragazzi merita di essere premiata! E allora un grosso in bocca al lupo da parte nostra, facciamo il tifo per voi!!!

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