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La passione per la Rossa di Breme: ieri come oggi

cipolla_1Sono sempre incuriosita dai prodotti la cui produzione rimane identica, invariata nel tempo. Pensare che i nostri antenati 1000 o 2000 anni fa mangiavano esattamente lo stesso prodotto che mangiamo noi oggi mi affascina. L’Italia è piena di questi prodotti tipici, la cui modalità di coltivazione e produzione, la passione, la cura e la tradizione con cui sono fatti, è rimasta uguale nel tempo.
Oggi voglio raccontarvi della Rossa di Breme. Parlo ovviamente della Cipolla Rossa, detta anche la Dolcissima, in dialetto “sigulla”! Questa particolarissima cipolla, che ha dimensioni notevoli rispetto alle altre cipolle (!), viene coltivata solo nell’area alluvionale intorno a Breme, delizioso borgo medievale, ricco di storia, in provincia di Pavia. Ed è proprio grazie alle caratteristiche del territorio di coltivazione che questo ortaggio ottiene la dolcezza, croccantezza, e digeribilità che la rendono unica.

Le prime notizie sulla “cipolla rossa di Breme” vengono fatte risalire al 906 d.C. quando nelle cronache dell’epoca si narra che i monaci dell’Abbazia di Novalesa trovarono nelle campagne presso Breme un luogo perfetto per la sede della congregazione.

Tra il X al XIII secolo l’Abbazia divenne una tra le più importanti d’Italia e d’Europa. Proprio nei loro orti, i monaci iniziarono la coltivazione di una particolare specie di cipolla che, nonostante i suoi oltre mille anni di storia, è ancora oggi un esempio prezioso di biodiversità.

Dai monaci ad oggi sembra che ben poco sia cambiato nelle tecniche di coltivazione. I produttori che ancora, con passione e grande manualità, coltivano la Dolcissima sono solo una dozzina e la cipolla-rossa-bremeproduzione annuale è di 400 quintali, di cui la metà viene utilizzata in occasione della Sagra della Cipolla Rossa organizzata da quasi 35 anni (il 35° anniversario cadrà proprio il prossimo anno) dalla Polisportiva Bremese tra la seconda e la terza domenica di giugno.

Il lavoro richiesto per la coltivazione sembra essere molto complesso e i tempi di produzione arrivano addirittura ai 2 anni. Le sementi sono ancora preparate scegliendo una per una le cipolle migliori da mandare in fioritura. I semi vengono messi a bagno, con luna calante, in sacchi di iuta. Appena germinati, vengono recuperati e seminati in vivaio. Dopo un breve periodo le piantine vengono trapiantate in campo, nei pochi terreni che da secoli ospitano questa coltura. Il tempo della raccolta è a partire da giugno e si protrae per circa due mesi.

Per salvaguardare e proteggere l’unicità della Cipolla Rossa, il Comune di Breme ha istituito nel 2008 il marchio De.C.O. – denominazione Comunale di Origine, e ogni cipolla viene confezionata in retine con etichetta DeCo e numero progressivo che permette di risalire al Produttore.

La sua dolcezza e la sua alta digeribilità la rendono perfetta per moltissimi piatti e accostamenti particolari. Durante la Sagra della Cipolla Rossa è possibile assaggiarne alcuni tipici quali la classica zuppa di Cipolla Rossa di Breme ma anche antipasti sfiziosi come la cipolla cruda bertin (con le acciughe) o la cipolla cotta silvan (con tonno, capperi e olive) o ancora la cipolla cruda bremese (classica fagioli e tonno).
In più è possibile assaggiare la marmellata e la mostarda a base di cipolla rossa e acquistarne direttamente dalle mani dei produttori locali.

Sarà il bellissimo borgo di Breme, sarà la dolcezza infinita di questa bontà culinaria ma vi assicuro che vale la pena fare questa gita fuoriporta!

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