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L’origine della “coppia ferrarese”

La storia di questo pane tipico di Ferrara è una storia d’amore nata quasi cinquecento anni fa, ma ancora attuale. Si narra, infatti, che la forma attuale della Coppia ferrarese risalga al carnevale del 1536 quando in una cena imbandita in onore del Duca di Ferrara Alfonso d’Este, Messer Giglio presentò in tavola un pane con un corpo centrale morbido con due caratteristici “crostini” aventi una forma simile a un cornetto terminanti a punta, leggeri e fragranti. Una vera opera d’arte della tavola che sembra rappresentare un uomo e una donna – una coppia appunto – abbracciati. Si racconta che fu creato in omaggio ai boccoli di Lucrezia Borgia arrivata in città come sposa del duca Alfonso d’Este, anche se alcune malelingue fanno, invece, risalire l’attuale conformazione a doppio corno proprio in riferimento allo sfortunato matrimonio tra i due. Una storia, quella della Coppia ferrarese, che più rinascimentale non si può. Nel 1694 ci sono anche le parole dello storico Antonio Frizzi nelle Memorie per la storia di Ferrara – sua città natale, a celebrarne la bontà, definendo il pane unico per forma, lavorazione e farina impiegata. Da quel giorno sono passati nobili, guerre, carestie e terremoti, ma i ferraresi hanno mantenuto quasi intatta la tradizione che li lega al loro pane consumato ancora quotidianamente nelle case e nelle numerose trattorie e ristoranti che affollano la città. Nel 2001 la coppia ottenne la certificazione IGP che, con un severo disciplinare, regola ingredienti e procedura di preparazione e cottura, e nel 2004 nasce il Consorzio per la tutela del tipico pane ferrarese. Da allora viene offerto come simbolo di fertilità in occasione di matrimoni.

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