Food Ricette Tradizione

Gli arancini, così semplici e familiari, eppure…

Arancini di riso prosciutto e mozzarella, riso e piselli, riso nero, riso venere e pesce, al ragù, siciliani, calabresi, giapponesi, bergamaschi, fritti, al forno, allo zafferano e chi più ne ha più ne metta.
Cominciamo col dare a Cesare quel che è di Cesare!
Chiunque si sia avventurato almeno una volta nel baccano dei mercati di “grascia” di Palermo non può non essere stato attirato dai buffittieri, che coi loro banchi affollati di panelle, sfincioni e arancini rendono la vita difficile ai colossi americani del fast food.
L’arancino è uno street food ante litteram. C’era ed era lì, in Sicilia, nella sua ricetta originale: gli arancini sono dei mini timballi di riso allo zafferano, fritti e farciti con ragù, formaggio e piselli … E’COSI’!!! … tutto il resto è reinterpretazione.
Ma si chiama veramente arancino, arancinu, come direbbero i siciliani, o arancina?
Nella parte occidentale dell’isola questa specialità è conosciuta come “arancina”, mentre nella parte orientale è chiamata “arancino”.
Poiché prende il nome dalla forma e dal colore dorato che ricorda l’arancia dovrebbe essere indicata al femminile come il frutto dell’arancio appunto. Tuttavia in siciliano la declinazione al femminile dei frutti non è frequente quanto in italiano e, nel caso specifico, l’arancia viene detta arànciu. Pertanto in siciliano il nome risulta originariamente al maschile (arancinu). Quindi il termine della lingua italiana arancino deriverebbe dal siciliano arancinu. Per via della presenza costante dello zafferano se ne è supposta una origine alto-medioevale, legata al periodo della dominazione musulmana, epoca in cui sarebbe stata introdotta nell’isola l’usanza di consumare riso e zafferano condito con erbe e carne. L’invenzione della panatura a sua volta viene fatta risalire alla corte di Federico II di Svevia, quando si cercava un modo per recare con sé la pietanza in viaggi e battute di caccia. La panatura croccante, infatti, avrebbe assicurato un’ottima conservazione del riso e del condimento, oltre a una migliore trasportabilità. Si è supposto che, inizialmente, l’arancino si sia caratterizzato come cibo da asporto, possibilmente anche per il lavoro in campagna.
L’essere tra i più antichi esempi di street food è, quindi, nel dna dell’arancino. Una circostanza che dimostra, ancora una volta, come già abbiamo visto trovando le botteghe di strada tra le rovine rivelatrici di Pompei, che lo street food, a parte il nome dovuto al nostro maniacale uso della lingua inglese, di americano non ha un granché, soprattutto per quanto attiene le sue origini storiche e le sue motivazioni culturali. Per trovare risposte, ancora una volta bisogna guardare al Belpaese!

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