Il blog di Fulvio News

Genius Loci

La pizza come la mangi a Napoli non la mangi in nessun altro luogo … perché l’acqua, perché i pomodori, per quell’appartenenza genetica, sintesi di quei luoghi, di quegli uomini, di quei climi, di quegli eventi accaduti nei secoli, di quelle transumanze di uomini e animali, di quel genius loci.
E come la pizza, in Italia, centinaia, migliaia di altri capolavori gastronomici ma anche artigianali, tanti apostrofi di una sapienza raffinata dal tempo e dalle esperienze. Un blend di ingredienti che nutrono la cultura di un luogo e ancora oggi ne esprimono e sottolineano le fattezze e l’orgoglio e la diversità.
Ecco, la diversità è la vera ricchezza dell’umanità!
Non ci sarebbe la pittura se non ci fossero le mille “visioni” della realtà che i cultori di quest’arte antica ci propongono. Non ci sarebbe cosa se tutti riproponessero sempre la stessa, identica tela.
Lo stereotipo non è umano, è antitetico all’uomo perché l’uomo non è mai uguale, neanche a sé stesso.
Ma davvero vogliamo seguire il sogno piatto di un mondo omologato in cui veniamo illusi di poter avere tutto a portata di mano?
Come se fosse possibile, come se fosse piacevole, come se fossimo disposti a delegare ad altri le nostre preferenze.
Provate a rappresentarvi l’immagine paradossale di uno scalatore a cui venga data disponibilità della vetta, le ultime centinaia di metri della parete nord del Cervino, appena fuori dal portone di casa … secondo voi sarebbe contento, felice, realizzato? Non è forse sempre attuale la parabola del “sabato del villaggio” dove i progetti, i preparativi, le attese, le speranze superano di gran lunga la realtà che seguirà?
I luoghi, i climi e tutto ciò che è “naturalmente” connesso al contesto non sono trasferibili. L’illusione la puoi “vendere” con un mojito alla movida nei luoghi “cool” della tua città, nel cuore della “vasca” del tuo paese. Ma vuoi mettere l’emozione di berlo a L’Avana circondato dalla natura e cultura che l’hanno creato!
Ogni luogo ha il suo mojito, l’Italia ha più tipicità di qualsiasi altra tradizione al mondo.
Bere un mojito in una movida italiana è l’espressione del desiderio di essere altrove: a Cuba o comunque in America Latina. Ci sta! Ma ci sta anche la domanda: “ma tu conosci già tutto quello che si perde sotto la pancia del tuo aereo mentre cavalchi l’oceano?”. Senza parafrasare: “Sei davvero convinto di conoscere già così bene il tuo Paese, il Belpaese?”.
Tu sai dove nascono spontanee le amarene o l’anice o la liquirizia. E sai perché proprio lì?
Non ti voglio far scendere dall’aereo ma solo ricordarti che “il frutto non cade mai lontano dall’albero” e che quindi è sotto l’albero il luogo in cui puoi considerarti a casa. E che il tuo albero affonda le sue radici in quello splendido pezzo di mondo che è l’Italia.
(Se poi vogliamo pensare concretamente al problema dell’ambiente in cui siamo destinati a vivere, e che perciò dobbiamo tenerci d’acconto, allora da questo punto di vista uno spritz fa decisamente meno male di un mojito!!!)

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