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Il dolce lago d’Orta

Damine, duchesse e imperialine non sono le protagoniste di una storia o di una leggenda d’altri tempi, ma i dolci tipici che caratterizzano il lago d’Orta, un piccolo specchio d’acqua prealpino del Piemonte, famoso per la sua Isola di San Giulio. I prodotti della cucina locale non hanno nulla da invidiare ai piatti tradizionali e più conosciuti della regione, la cui tradizione dolciaria è senza dubbio rinomata in tutto il mondo. Le colline attorno al lago d’Orta sono zone ricche d’ispirazione per i suoi artigiani ed artisti che producono eccellenze e anche qualche frivolezza per deliziare i sensi di turisti di passaggio che portano a casa, come ricordo, il gusto della buona tavola e della natura più incontaminata. Tra questi, un posto d’onore, e non solo per il nome altisonante, lo occupano le Imperialine. In particolare, le Imperialine sono un dolce tipico di Omegna, cittadina posta sulla punta superiore del lago. Il piccolo biscotto a forma rotonda è realizzato con due cialde friabili e sottili a base di nocciole accoppiate tra loro con del cioccolato fondente. Quando le ho assaggiate mi sono subito resa conta che il detto «Prima una sottilissima cialda croccante e poi il goloso cioccolato. E poi? Un’altra» è proprio vero! Le Imperialine sono dei veri biscotti uno tira l’altro, ancora più buoni se accompagnati da un tè in quei pomeriggi in cui uno sgarro alla dieta è il miglior toccasana della giornata. Le più antiche sono quelle della pasticceria Iraghi di Marcello Daverio. Si tratta di una ricetta protetta da marchio registrato, precedente al 1938. Proprio risalente a quella data si trova una pubblicità dell’allora pasticceria Roma, in occasione della festa di San Vito, patrono di Omegna, in cui è presente questo breve racconto sotto forma di poesia: «Quando una pena ti turba il cuore / quando financo t’annoia l’amore / tutto al mondo pare t’appaghi / se un acquisto fai da Carlo Iraghi. / Dolci egli ha squisiti e invitanti / che a peccare indurrebbero i santi / due note specialità poi tutti li doma / le imperialine e l’amaretto Roma». Tradizionalmente venivano vendute in una scatola di metallo decorata per garantire una migliore conservazione. Oggi   sono incartate a mano in monoporzioni da due o quattro biscotti. “Le Imperialine rappresentano per noi l’essenza di Omegna fatta di momenti, di ricorrenze e di persone. È come incorniciare un quadro o scattare una fotografia di un attimo che dura però da quasi 80 anni. Sono l’eccezione golosa che sorprende il palato. Del resto a Omegna di eccezioni ce ne intendiamo bene. Abbiamo proprio a due passi dalla nostra pasticceria, un torrente, la Nigoglia, che va all’insù verso nord”, commenta sorridendo Marcello Daverio. “Sappiamo cosa vogliono i nostri clienti e pochi sono i cambiamenti che abbiamo apportato ai nostri dolci o al processo per crearli, proprio per mantenerne intatto il gusto che li contraddistingue. La Pasticceria Iraghi è sempre stata attenta a mantenere le ricette originali e a utilizzare i migliori ingredienti tipici del Piemonte. La nostra tradizione è, dunque, artigianalità a tutto tondo”, conclude Marcello offrendoci un’Imperialina appena preparata nella sua pasticceria.
Più recenti sono le duchesse, prodotte dalla pasticceria Jolly. La ricetta risale per lo meno agli anni ’60. Si tratta, anche in questo caso, di un prodotto a base di nocciole con due biscotti attaccati da uno strato di cioccolato fondente e confezionati in pacchetti da quattro. Ancora più recenti sono le damine, prodotte dalla pasticceria Il Campanile. Sono dolci che risalgono al 1984 quando il padre del pasticcere era titolare del Bar 2000. Si tratta di una ricetta che riprende, rielaborandola, quelle degli altri biscotti diffusi nella città lacustre. Nell’impasto vengono utilizzate nocciole tonde e la farcia è a base di cioccolato Streglio. Il mio consiglio … assaggiarle tutte e portare a casa le Imperialine della pasticceria Iraghi. Non ve ne pentirete!

 

 

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