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Il cibo rende felici.

Per i più è da sempre una legge non scritta eppure ora anche la scienza sembra comprovarla.

Già nel 1966, sul Palm Beach Post, quotidiano dello stato americano della Florida, compariva il termine “Comfort food”, inteso come alimento non ricercato solo per placare la fame ma piuttosto perché spinti da un’esigenza emotiva, un desiderio, appunto, di conforto e sicurezza.

Si presumeva di fatto che cibo e umore fossero relazionati.

Quest’anno una ricerca svoltasi in California (Kaur, S. & Van, A.; 2017) ha analizzato il comportamento alimentare di un gruppo di studenti universitari nei momenti di maggiore stress.

I risultati indicano che in questi periodi i soggetti esaminati tendevano a mangiare di più, con particolare preferenza per cibi dolci piuttosto che salati, come indica il 61,7% del campione.

Più nello specifico, il 23,3% del campione in situazioni stressanti mangia frutta, mentre il 68,3 % preferisce prodotti da forno o dolciumi.

Dopo il pasto il 63,3% degli studenti   ha dichiarato di sentirsi più felice e meno in ansia.

Anche questo dato non appare affatto casuale.  Diverse investigazioni hanno infatti dimostrato come cibi ad alto contenuto di carboidrati aumentino i livelli dell’ormone “serotonina“, attivo nella riduzione di stati di ansia, malessere e depressione.

L’ormone della felicità, coinvolto anche nei processi di sonno veglia e nella digestione, si ritrova anche in cioccolato fondente, frutti freschi e secchi, come banane, ciliegie, ananas, kiwi, mandorle e noci, e verdure, quali insalata verde e pomodori.

Secondo un recente studio (Banjari et al., 2014), la dieta mediterranea contribuirebbe all’assunzione del triptofano, l’amminoacido sintetizzatore della serotonina.

Questo regime alimentare, caratterizzato da frutta, verdura e carboidrati, infatti, per la sua varietà, la sua ricchezza di proteine dovrebbe garantirci sempre il sorriso sulle labbra..

La ricetta del buon umore non passa però solo dal cibo. I livelli di serotonina si innalzano anche attraverso l’attività fisica, l’esposizione ai raggi del sole, il sesso e lo yoga.

La scienza dunque si avvicina e spiega le convinzioni dei nostri nonni, che senza troppi studi, avevano compreso il segreto della felicità.

 

 

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