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Bologna in cinque mosse

02Si dice che neanche i bolognesi sappiano quant’è bella la loro città. La verità è che lo sanno benissimo e che Bologna ha un’alchimia magica. E così è stato anche per me. Bologna l’ho scoperta per caso, come meta di un weekend lungo di novembre tra amici. Scelta talmente per caso che non pensavo di dover faticare tanto per trovare un hotel. Sarà stato per la concomitanza del concerto dei The Cure che mancavano dalla scena italiana da quattro anni, sarà stato per la notte di Halloween, ma trovare un hotel è stata un’impresa ardua, ma innamorarmi di Bologna è stato semplicissimo.

Forse per la sua gente, forse per il suo cibo, forse per il patrimonio storico-culturale che custodisce o per i suoi infiniti portici che caratterizzano ogni via ma al termine del nostro weekend sono partita con la promessa di ritornarci!

“Capitale della cultura” nel 2000 e dal 2006 patrimonio dell’UNESCO come “Città creativa della musica” ottenuto grazie alla sua ricca tradizione musicale in continua evoluzione e al suo impegno nella promozione della musica come strumento per lo sviluppo economico, sociale e culturale, a Bologna ci sono almeno cinque cose da fare qualunque sia il motivo della visita.

SALIRE SULLA TORRE DEGLI ASINELLI        

bologne_1953Simbolo della Città. Costruita tra il 1109 e il 1119, è alta 97,20 metri e pende per 2 metri, anche se è quasi impercettibile, sarà che al suo fianco la Torre Garisenda ha una pendenza ben più visibile a causa del cedimento del terreno e delle fondamenta che ne bloccarono la costruzione e lo sviluppo. Con i suoi 498 gradini in legno, larghi poco più di cinquanta centimetri che in alcuni punti rendono difficilissimo il passaggio di due persone in direzioni opposte, la torre degli Asinelli è stata costruita per fini bellici, come postazione di difesa e di segnalazione, oltre che come affermazione dell’imponenza e del prestigio sociale della famiglia che la commissionò. A differenza di quanto si pensi, la torre è la più alta d’Italia e supera di ben quaranta metri la Torre di Pisa. Dalla cima si gode un magnifico panorama sui tetti e le terrazze nascoste di Bologna, spingendo nelle giornate limpide lo sguardo oltre i colli bolognesi, fino alle Alpi. Una salita che vale la pena fare perché il panorama che offre vale la fatica fatta, soprattutto in discesa.

VISITARE IL MERCATO DEL QUADRILATERO

Nelle strette vie che racchiudono l’elegante piazza Maggiore, dove si affaccia l’imponente Basilica di San mercato-prolocoemiliaromagna
Petronio
con la sua facciata incompiuta e i palazzi medioevali, tra cui il Palazzo d’Accursio, oggi sede del Municipio e il Palazzo del Podestà, si trova il mercato del Quadrilatero la cui origine risale al Medioevo con le sue caratteristiche “buche”. È il cuore commerciale pulsante del centro storico della città che conserva intatta la sua identità e la lunga e vivace storia economica e culturale. Ancora oggi è possibile perdersi tra i banchi di macellerie, salumerie, frutta e verdura, panifici e negozi di gastronomia tipica e artigianale di lunga tradizione che attirano i passanti con i loro prodotti. Si tratta di botteghe dove sono passate intere generazioni tramandandosi il mestiere nel corso degli anni, mantenendo intatta la continuità merceologica. Al loro fianco si possono trovare anche negozi nei quali sono stati conservati gli arredi e l’architettura storica, tanto da costituire veri e propri tesori artistici. Perdetevi quindi tra via Capraie, dove un tempo avevano sede le macellerie, via Orefici, via Calzolerie e, ancora, via Clavature, via Drapperie e via Pescherie vecchie per portarvi a casa i sapori autentici di Bologna tra cui i tortellini e la mortadella.

RAGGIUNGERE SAN LUCA PERCORRENDO I PORTICI PIÙ’ LUNGHI AL MONDO
portici-san-lucaTradizionale luogo di culto religioso legato alla devozione della Beata Vergine di S. Luca nonché primo punto di riferimento visivo per i bolognesi che rientrano in città, il santuario di San Luca è posto sul Colle della Guardia e, con le Torri, rappresenta uno dei simboli di Bologna. Si può raggiungere comodamente a bordo del trenino con audioguida che parte da piazza Maggiore risparmiando la fatica di percorrere quasi quattro chilometri a piedi (molti dei quali in salita), costeggiati da portici che, ininterrottamente, collegano il santuario alla città meritandosi il titolo di portici più lunghi al mondo. Il Santuario custodisce opere di artisti molto famosi tra cui i dipinti del Guercino.

SUSSURRARE SOTTO IL PORTICO DEL PODESTÀ’

Se avete un segreto non ditelo sotto il portico de Palazzo del Podestà. Qui, infatti, la sua volta a crociera posta podestasotto la Torre dell’Arengo di Palazzo Re Enzo, trasmette i suoni da un lato all’altro grazie a uno straordinario effetto acustico che permette di parlarsi a bassa voce dai quattro angoli opposti del voltone. Un gioco eterno per bambini e adulti ma la storia dice che in epoca medievale questo portico permetteva agli ammalati di malattie infettive di poter ricevere la confessione religiosa senza stare a contatto con il prete. Altri, invece, dicono che servisse alle donne adultere per potersi pentire con i sacerdoti senza essere riconosciute. Ma si sa, le leggende corrono veloci sotto i portici di Bologna.

GUSTARE UN PIATTO DI TORTELLINI IN UN RISTORANTE TIPICO

teresinaNoi abbiamo scelto Teresina, locale molto conosciuto a Bologna, a pochi passi dalle Due Torri in una viettina privata dove nella bella stagione è possibile cenare all’esterno nel grazioso giardino allestito con tavoli e lanterne. Ai piatti della cucina tipica bolognese fatta di tortellini in brodo rigorosamente fatti a mano come le tagliatelle al ragu bolognese e le polpettine alla bolognese, affiancano piatti di pesce tipici della tradizione siciliana con un’ottima offerta e varietà di vini.

 

CURIOSITÀ

La leggenda racconta che i tortellini siano stati modellati sulla forma dell’ombelico di Venere. Il nome di tortellino tortellinideriva dal diminutivo di tortello, dall’italiano torta. L’odierno tortellino è verosimilmente l’erede relativamente recente di una lunga progenie nata in un ambiente povero per utilizzare la carne avanzata dalla tavola dei nobili ricchi. I tortellini, secondo la tradizione bolognese, vanno cotti e mangiati rigorosamente in un buon brodo di carne di cappone o di gallina. I tortellini in brodo sono spesso serviti nel menu di Natale.

I tortellini si preparano su una base di sfoglia di farina e uova di 6/10 di mm, un ripieno preparato con lombo di maiale, prosciutto crudo, mortadella di Bologna, Parmigiano-Reggiano, uova e noce moscata. Il Tortellino classico deve essere di 5 grammi, cotto e servito in brodo di cappone.

Le tagliatelle, invece, furono create a somiglianza dei lunghi capelli biondi di Lucrezia Borgia in occasione delle sue nozze con il Duca di Ferrara, Alfonso I d’Este. La misura aurea della tagliatella bolognese è conservata alla Camera di Commercio di Bologna con un campione in oro realizzato con le misure ufficiali – 8 millimetri – decretata il 16 aprile 1972 e la ricetta ufficiale è depositata solennemente dall’Accademia Italiana della Cucina sotto la Loggia della Mercanzia.

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