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Adotta un vigneto in Valtellina

Non può esistere un vino senza un vigneto e un vigneto senza la terra. In montagna, però, è tutto più difficile, la fatica raddoppia, qui spesso è la terra che vince. Dalla tradizione valtellinese del vino, tipica agricoltura di montagna, è nato il progetto ‘Adotta un vigneto in Valtellina’: 16.000 bottiglie di rosso Valgella, vigneti impervi strappati al degrado e una scommessa per una filiera agroalimentare corta che comprende viticoltori coraggiosi, una cantina rinomata e un gruppo crescente di imprenditori ‘adottanti’.

Dalla vigna alla bottiglia, per passione di vino e di montagna.  “Il progetto è partito nel 2007 poco più che per gioco – afferma Aldo Rainoldi dell’omonima cantina di Chiuro (SO), padre dell’idea assieme a Carlo Mojoli, braccio destro di Carlin Petrini – salvo capire praticamente subito che l’interesse era alto e si poteva cavarne del buono per l’intera Valtellina. La produzione di bottiglie è ancora limitata, non parlerei di un vero e proprio business in termini economici, il valore è nel messaggio e nei vigneti di montagna che vengono salvati”.

Come funziona il progetto ‘Adotta un vigneto in Valtellina’? L’adozione simbolica di una vigna di montagna si basa sulla ‘co-progettualità’ tra chi lavora la terra per coltivare il vigneto e chi trasforma la materia prima vino con la necessaria naturalità e competenza. Chiude la filiera colui che propone il vino al consumatore, facendosi carico a sua volta di trasmettere i valori del progetto. Nessun atto pubblico, carte bollate zero, zero contributi pubblici, ci si stringe la mano e tanto basta.

Le bottiglie dei vigneti adottati, che riportano in etichetta l’origine, il percorso e la filosofia del progetto, sono proposte a un prezzo concordato tra gli attori della filiera e rispettano un regolamento che comprende la gestione ‘sostenibile’ del vigneto, a cominciare dall’irrigazione perché l’acqua in montagna è ancora più preziosa: ‘Non pretendiamo la biodinamica, ma le regole da rispettare sono precise e valgono anche per la cantina – sottolinea Rainoldi – a cui fa capo il ruolo di garante della qualità finale del prodotto”.

Adotta un vigneto in Valtellina ha cominciato dalla Valgella perché lì la montagna aveva più bisogno di essere aiutata ma potranno essere individuate altre zone. La vinificazione è curata e garantita dalla Casa vinicola Aldo Rainoldi di Chiuro e per ora gli imprenditori finali coinvolti nelle ‘adozioni’ sono quattro: Sunny Valley di Santa Caterina Valfurva, Mottolino Fun Mountain di Livigno, Hotel Saligari di Verceia e Marco’s Pub di Livigno.

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