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Vendemmia nel Cuore d’Italia

Forse è stato un caso, il mio caso, ma tutte le volte che mi sono trovato a parlare dell’Umbria sono stato coinvolto in una rapsodia di emozioni, sintesi di una pioggia di vibrazioni trasmesse dall’immagine di una terra che, per sua stessa conformazione, ha dovuto concedersi al ruolo esemplare del luogo di pace, di meditazione e di benessere interiore.

Il Cuore d’Italia, come viene definita l’Umbria, è una meravigliosa teoria di valli che uniscono colline che accompagnano il medio corso del Tevere, proveniente dalla Romagna destinazione Roma, incastonate da borghi e piccole cittadine, una più unica dell’altra. Tranne, forse, la prima volta non ci si può arrivare per caso. Ci si viene per bisogno … di ristabilire il proprio equilibrio con se stessi e con il mondo confrontandosi con il trionfo della natura e dell’umanità che qui lascia importanti tracce della sua migliore eredità comprendendo, inevitabilmente, una cultura enogastronomica che spazia dal vino, al tartufo, all’olio, ai formaggi, alla norcineria, a interessanti interpretazioni sul modo di gustare il pesce di Lago (Trasimeno), ai dolci, al cioccolato, ……..

img_4401A 400 metri d’altezza, su una collina alla sinistra della riva tiberina sorge Todi, l’antica Tutere (Città di confne) che poco meno di tremila anni fa gli Umbri eressero ai limiti del loro territorio, al confine con il regno etrusco.

La leggenda narra che mentre i padri fondatori bivaccavano sulle rive del Tevere, esattamente nel luogo dove avevano deciso di fondare la nuova città, un uccello rapace planò su di loro artigliando una coperta che lasciò cadere sulla vicina collina. Un segno evidente delle preferenze degli Dei a cui gli Umbri si attennero.

Anche se sei digiuno da queste info, entrare oggi in Todi ti trasmette comunque una certa emozione, come per un’istintiva consapevolezza dell’esistenza di questa tanta roba che tu, magari, neanche conosci. In quelle zone ti può capitare con una certa frequenza, cercando la destinazione, di impostare il navigatore su un “Vocabolo”, termine con cui, soprattutto in Umbria, si intende una sorta di piccolissima frazione.

Sono tornato a Todi in occasione della vendemmia (dovevo esserci tra il 20 settembre e il 10 ottobre) cercando il Vocabolo Montorsolo dove si trova la casa vinicola più piccola del luogo, forse dell’Umbria, potrebbe anche essere d’Italia. Si chiama Heart of Italy perché la madre fondatrice (ma c’è anche un padre fondatore!), Janet, è inglese. Pochi ettari di terreno per una produzione di seimila bottiglie a vendemmia per tre differenti etichette e altrettante tipologie di vino: Sangiovese, Merlot e l’autoctono umbro Sagrantino. Va ricordato che Todi può vantare anche un autoctono locale che è il Grechetto nelle versioni bianco e rosso.

“La vendemmia è perfetta – ci racconta con entusiastica soddisfazione Maurizio Gonzales, il padre fondatore che nonostante il convincente cognome spagnolo è un romano de Roma, proveniente dall’Inghilterra con la sua Janet, due teste strappate, nel 2005, alla direzione finanziaria e ricongiunte alle quattro braccia per dare una concreta mano a perpetuare la tradizione umbra: cambiare vita per vivere!!!

“Neanche un chicco buttato dei tanti … raccolti a mano – ci vuole il quadruplo del tempo ma è così che si fa per trasformare il meglio al meglio – Il limite massimo ottenibile dai vigneti Heart of Italy è di 4 mila litri, circa 6 mila bottiglie, e tanto sarà anche per il 2016”.

Fontana del Vescovo, 3500 bottiglie, è un blend sangiovese/merlot: rosso brillante elegante ed equilibrato con sentori di amarene e viola. Va aperto a 18°C e bevuto dopo una breve ossigenazione in bicchiere abbinato a carni bianche arrosto o grigliate ma va provato con paste con sugo a base di pomodoro, come una buona amatriciana.

Mille bottiglie in tutto per l’altro blend, Primogenito, dal colore rosso intenso in cui ai due vitigni base si aggiunge l’autoctono sagrantino. E’ un vino di grande struttura lungo e profondo con note che vanno dai frutti rossi alle spezie. Portandolo gentilmente ai 17°C, il Primogenito va aperto almeno un’ora prima di essere servito. Si sposa perfettamente con piatti saporiti come uno 2df_3018-300x300spezzatino di cinghiale ma dà il meglio di sé con affettati e insaccati.

Completano l’offerta 1500 bottiglie dell’Antica Porcellaia, un sangiovese in purezza, dal colore rosso vivace: un vino con una bella struttura ma non aggressivo, elegante e armonico con sentori di frutti rossi, spezie dolci e note leggermente tostate. Affinamento triennale con un primo anno in serbatoi acciaio inox e un secondo in rovere francese. Il riposo in bottiglia può proseguire per mantenere e migliorare per ulteriori 8 anni. Va aperto a 18°C (raggiunti gentilmente) e bevuto dopo un’ora di ossigenazione. Perfetto l’abbinamento con le carni grigliate e gli arrosti ma può andare benissimo con una buona fiorentina (al sangue naturalmente!)

 

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