4 passi per l'Italia Il blog di Fulvio

Montedinove, il Castello dei Templari, un vino da favola…

Grottammare ci ricorda una ridente località incastonata nel meraviglioso diadema Amalfitano affacciato sul Golfo di Salerno.

Invece no! Grottammare è pochi chilometri a nord di San Benedetto del Tronto, una porta verso il Piceno. Ed è lì che ho intenzione di andare questa volta. La via è la Provinciale 92, la Valtesina, che punta dritto verso i Monti Sibillini, una delle patrie del Pecorino di Montagna … Un formaggio? No … un vino. Bianco ma grintoso proprio perché di montagna, maggiore è la fatica dell’uva per stare attaccata alla vita più forte è il carattere del vino che produce.

Quando mi appare Montedinove arroccato sulla sua collina, 560 metri sul livello del mare … 560 abitanti (fantastica coincidenza), so che sono quasi arrivato. La mia meta è Valle Bianca, tra il Castello dei Templari di Castignano e gli insediamenti neolitici e romani di Montalto delle Marche, la città di Sisto V, che è un Papa e non una frazione algebrica.

Montedinove, Valle Bianca, Castello dei Templari, gli echi delle centurie, sembra una favola invece è Italia.

Dalla Provinciale Valtesina lo sterrato che introduce alla Valle Bianca si stacca con un’impennata prepotente che impegna i motori ma, soprattutto, impolvera le carrozzerie.

la-marna-3Ma Valle Bianca ha un cuore così, dopo i primi capricci, il sentiero si ammorbidisce, sale leggermente ma sta attento agli sbalzi, ti avvolge per depositarti sulla cima della collina dove domina il Podere Marna, il cuore di una delle Tenute Recchi Franceschini dell’omonimo conte di Castignano, l’ultimo dei templari. (Lo so nelle favole che si rispettino c’è un principe ma non ne faremo una questione di lignaggio, mettiamola così: è o non è sangue blu? Quindi ….).

La Marna deriva da la Marina che deriva dalla circostanza che uno dei vecchi mezzadri fosse stato un marinaio. Tutt’intorno i filari della tenuta che è giovane nella sua vetustà (scusate il termine ma è questo che si usa quando si vuole nobilitare l’anzianità). Giovane perché la signora Eugenia, la contessa, pochi anni fa ha deciso di ripristinare il buon costume di produrre vino. E ha voluto farlo in prima persona! Ma l’attitudine e l’esperienza di quelle terre e di quei vitigni sono antiche. Si è deciso di produrre un blend, un Rosso Piceno reso possibile dai generosi vitigni locali: Sangiovese e Montepulciano. La contessa è mancata dopo il primo raccolto utile alla vinificazione mentre il ciclo della fermentazione stava facendo il suo corso. Mario Antonio, il suo giovane figlio, ha preso in mano la situazione e quest’anno sta proponendo agli amanti del genere il Donna Eugenia, un vino dal sapore armonico ma robusto. Vitalità e armonia dice l’etichetta, leggermente fruttato, piacevolmente asciutto. Piceno 2013 è la sua targa, 13 i gradi che si fanno sentire in tutta la loro giovane voglia di farsi conoscere.

La Marna è un luogo di ospitalità dalle cui finestre ci si immerge nel Piceno: in fondo i Monti la-marna-2Sibillini, in primo piano il colle su cui campeggia Montedinove, là dove si suppone sorgesse Novana, l’antica città scomparsa.

Mario Antonio ha deciso di metterla a disposizione dei terremotati (Telefono: 366 2786985 e 328 0035480) dei comuni colpiti poco lontano da Montalto, soprattutto nella zona di Amandola nei Monti Sibillini.

Lasciata Valle Bianca la mia destinazione è comunque Offida perché lì esiste il solo lavaggio automatico della zona, l’unico rimedio contro la polvere dello sterrato di Valle Bianca. Nelle vigne dell’offidano, tra tombe picene e vestigia romane, tra l’Aso e il Tesino, troviamo le vigne Recchi Franceschini vinificate Passerina le cui uve, raccolte a mano, ci regalano il Notturno (12,5°), che deve il nome al suo colore giallognolo che richiama i riflessi delle notti di luna piena. Un vitigno antico protetto da DOCG.

Sempre a Offida vede la luce Pietraiae, un grintoso Pecorino di Montagna DOCG che si propone spavaldo con i suoi 13,5° regalati dai terreni aspri e ricchi di minerali su cui maturano le sue uve. Un bianco pieno di energia dal sapore fruttato, intenso nel profumo, rustico per natura. Colore giallo con riflessi verdognoli come le colline dove si affina.

 

 

 

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