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Merano, ecco perché Sissi l’amava

Merano per molti è la città di Sissi, delle Terme e dei suoi mercatini di Natale. Ma Merano è molto di più. E’ il posto dove convivono abitanti di madrelingua tedesca e italiana dando vita a un mix unico di tradizioni gastronomiche, culturali, linguistiche e tradizionali. Il suo centro storico medievale e i quartieri circostanti sono circondati da montagne che la proteggono dai venti freddi e dalle temperature del nord, donandole un clima mediterraneo con 300 giorni di sole all’anno. Da 200 anni Merano è una popolare destinazione turistica, molto amata già dalla Principessa Sissi. Ed è sulle sue orme che si può iniziare la scoperta di questa cittadina altoatesina tra natura, cultura, buon vino e cibo. La passeggiata lungo il fiume Passirio che divide in due la città, regala un percorso piacevole e rilassante durante tutto l’anno. La passeggiata invernale, più esposta al sole, riscaldava le lunghe passeggiate della Principessa che qui, lontana dalle rigide regole di corte e dagli occhi della suocera, percorreva il sentiero dal centro fino ai giardini del Castel di Trautmansdorff, sua residenza durante i giorni in Alto Adige. Sul lungo fiume ancora oggi è possibile passeggiare tra residenze nobiliari e palazzi della Belle Epoque e in stile Liberty. Arrivare ai giardini di Castel di Trautmansdorff costa solo una passeggiata dolce e molto piacevole, che permette di tuffarsi in un mare di colori. Da marzo a novembre, i giardini sono un susseguirsi di fioriture e profumi, un viaggio multisensoriale nel mondo dei fiori e delle piante. Divisi in quattro aree tematiche, sono una riproduzione della varietà di piante e fiori che arricchiscono il nostro pianeta. Un viaggio intorno al mondo in poche ore, immersi in paesaggi lontani, eppure così vicini. Il tempo qui scorre lento, come natura vuole, perdendosi alla scoperta di fiori e piante dalle caratteristiche e dai benefici unici, spesso anche protagonisti dei nostri piatti. Per rientrare a Merano il sentiero d’estate lungo il fiume, più riparato dal sole grazie alle folte piante, regala angoli di ombra e di relax per raggiungere il centro storico. Qui regna il divieto di circolazione per le macchine e il modo migliore per visitarlo è perdersi, a piedi, sotto i portici e le principali vie, piazze e quartieri. Come lo Steinach – il quartiere più antico della città una volta anche a luci rosse, oggi rifugio di sarti, creativi e artisti con i loro atelier. In tutto il centro si può immergersi in un affascinante mix di vecchie mura e porte che una volta segnavano l’ingresso del paese, affiancati da negozi moderni e accoglienti piccoli locali. Come la pasticceria Aida, la più piccola di Merano, un posto che si è fermato nel tempo, dove servono uno degli strudel più buoni dell’Alto Adige all’ombra del Duomo di San Nicolò. Sull’argine del Passirio si affacciano numerosi palazzi storici tra cui il Kurhaus, simbolo della Merano termale, eretto nel 1874 e adibito ieri come oggi a feste, cene e conferenze. Sul lato verso il centro, dal 2010 è ospitato il Pur Sudtirol, il primo punto vendita di una piccola catena di negozi di prodotti tipici di piccoli produttori dell’Alto Adige. Dal cibo all’artigianato, i protagonisti sono 170 produttori che, per la maggior parte, lavorano ancora a mano i loro prodotti e hanno una profonda conoscenza delle materie prime. Piccoli quantitativi di produzione che garantiscono straordinaria qualità e sostenibile distinzione rispetto alla produzione di massa. Qui, tra le altre cose, è possibile acquistare il Latte fieno, una varietà di latte altoatesino prodotto in piccole quantità che difficilmente si trova al di fuori del territorio. Rappresenta la forma più tradizionale della produzione lattiera. L’alimentazione degli animali segue il corso delle stagioni, così le mucche in estate si nutrono essenzialmente di erbe fresche mentre nel periodo invernale sono alimentate prevalentemente con fieno, integrato con piccole quantità di crusca di cereali e piante proteiche, rinunciando completamente agli insilati, i mangimi fermentati. Questo permette di avere un latte con un sapore pieno e un elevato contenuto di preziose sostanze nutritive. Sulla sponda opposta dominano le Terme di Merano, dove sfruttare le proprietà curative dell’acqua termale per inalazioni e bagni, tra benessere e divertimento grazie alle numerose vasche esterne utilizzabili nel periodo estivo. Da provare i famosi bagni di Sissi al siero di latte biologico. La città è protetta ancora oggi dalla vecchia torre delle polveri, alta 28 metri nella quale è stata montata una scala moderna per poterla utilizzare come piattaforma panoramica. Una posizione soleggiata e privilegiata su una roccia proprio sopra la chiesa parrocchiale. La vista va su tutta la Burgravviato, dalla pianura della Val d’Adige fino alle più alte vette del gruppo della Tessa. La Torre delle Polveri è considerata una delle attrazioni più popolari di Merano per il panorama che offre. Per gli amanti del risveglio lento, Merano offre numerosi spazi e luoghi. Uno per eccellenza è Ottmanngut Suite&Breakfast, una villa del 1290 una volta fuori dalle mura della città, oggi a pochi passi dal centro. Dal 1850 di proprietà della famiglia Kirchlechner e oggi il giovane Martin, dopo due anni di intensi lavori di ristrutturazione, porta avanti la tradizione dei nonni dando vita a uno stupendo Suite&breakfast. Le camere, arredate con antichi mobili di famiglia, sono circondate da un giardino mediterraneo dove in estate viene servita una colazione alpina-mediterranea che è una gioia per gli occhi e il palato. Qui ci si prende il tempo, la si attende con gioia e la si gusta consapevolmente. Una prima colazione con prodotti regionali e di stagione, un’esperienza per “curiosi” caratterizzata da diverse portate dolci e salate che cambiano ogni giorno tra deliziose marmellate fatte in casa, yogurt con fichi, nocciole e fiori, succhi di frutta biologici, acque aromatizzate, formaggi e salumi IGP. Tutti i prodotti rispecchiano rigorosamente la filosofia Slow Food. Dopo almeno due ore, la colazione si chiude in estate con un gelato dai gusti più particolari come quello alle foglie di fico. Qui il tempo della colazione scorre lento come gli anni di Max, la tartaruga che in questo giardino di primavere ne ha viste cento. Quando visitarla? Basta un weekend, magari in occasione della prossima Festa dell’Uva dal 18 al 21 ottobre per celebrare la fine della vendemmia dopo duri mesi di lavoro. Quest’anno l’evento si arricchisce con il “Merano Wine Festival meets Festa dell’Uva”, un percorso di degustazione di vini altoatesini e prodotti locali che si terrà sabato e domenica sul Lungo Passirio.

www.merano-suedtirol.it

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