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Mandia: il paese dei fagioli (e della generosità)!

Vista di Mandia - Foto Mandia.it

Vista di Mandia – Foto Mandia.it

Con l’inverno aumenta la voglia di calde e fumanti zuppe. Una vera goduria per il palato e per l’animo! Uno dei protagonisti delle zuppe, ma anche di uno dei classici della cucina della mamma, è il fagiolo. Si dice che in tutto il mondo esistano oltre 500 tipi diversi di fagioli.

Noi ne abbiamo scoperto uno, tutto italiano,  di cui ci siamo profondamente innamorati, grazie al suo gusto delicato, alla consistenza e per la sua particolare tradizione: il fagiolo di Mandia. Mandia è una  frazione del comune di Ascea (SA) in cui vivono oggi solo 300 abitanti. Qui il tempo sembra essersi fermato: si vivono nostalgiche atmosfere che ci riportano ai primi anni del dopoguerra e che sembrano immortalate in cartoline in bianco e nero che testimoniano un tempo che ormai non c’è più.

A Mandia ancora oggi si coltivano i prodotti della terra secondo le antiche usanze e tra questi c’è una varietà autoctona di fagiolo: il fagiolo Tabbaccuogno (tabacchino) il cui territorio di produzione coincide con quello di Ascea e dei comuni limitrofi. Il fagiolo di Mandia è molto prelibato e ricercato dai ristoranti d’élite della zona per la sua capacità di mantenere consistenza e fragranza dopo la cottura.

Panorama di Mandia - Foto Mandia.it

Panorama di Mandia – Foto Mandia.it

Questo fagiolo ha un seme di grandi dimensioni e di forma un po’ allungata di colore grigio. Come dicevamo, ancora oggi viene coltivato secondo le usanze di un tempo tramandate di generazione in generazione, con pochi e semplici strumenti: la semina si effettua in una buca di circa 30 cm di diametro nella quale sono posti 5-7 semi a cerchio, con al centro il sostegno in legno che serve da appiglio per le piante. Si semina alternando file di mais a quelle di fagiolo per evitare la formazione di pareti troppo fitte. Generalmente la semina viene effettuata a mano (cu’chiantatur) nel mese di Maggio, inizio Giugno (spesso viene indicata la settimana di S. Antonio). Una prima raccolta viene fatta quando i baccelli sono ancora verdi per il consumo fresco (“fasul scucchiulariedd“). La sgranatura avviene dopo l’essiccazione dei baccelli sulla pianta e successivamente i semi vengono essiccati al sole per 2-3 giorni su teloni. Dopo questo passaggio, si effettua la battitura con bastoni di legno e l’esposizione alla ventilazione naturale per allontanare i residui di baccelli. A questo punto si fa una cernita manuale con il “cernicchio”. Infine, i semi vengono nuovamente essiccati all’aria e la conservazione avviene in sacchetti di tela in luoghi freschi e ventilati.

Vista di Mandia - Foto Mandia.it

Vista di Mandia – Foto Mandia.it

Questi speciali fagioli vengono “festeggiati” tutti gli anni ad agosto, durante la Festa del Antichi Sapori di Mandia dove si possono assaggiare i piatti tipici locali, primo fra tutti la pasta e fagioli, poi la zuppa di castagne e fagioli, le freselle di pomodoro e fagioli e molti altri.

Noi siamo capitati a Mandia in autunno alla ricerca di questo pregiato fagiolo. Alcuni abitanti del paese ci hanno raccontato che in realtà ad ottobre ormai quasi tutte le scorte in vendita sono terminate (è proprio vero che vanno a ruba) e le famiglie hanno soltanto le proprie scorte personali. Ed è in questa occasione che abbiamo scoperto l’accoglienza e la generosità delle persone di Mandia: pur di non lasciarci a mani vuote, si sono privati di un paio di confezioni di fagioli per farcele assaggiare… sarà per questo che li abbiamo trovati così squisitamente buoni?!

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1 Commento

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    Carlo
    15 Dicembre 2016 at 11:26

    L’anno scorso ho provato questo fagiolo durante la loro festa dei sapori, mi ha sorpreso la leggerezza abbinata al marrone. Un prodotto che deve essere tutelato e valorizzato viste le sue caratteristiche e potenzialità. Spesso nei paesi più remoti, si ritrovano prodotti veramente eccezionali! Durante le vacanze estive, il sud ed in particolare il Cilento, mi fanno sentire come un loro figlio.

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