Beverage Cultura

 La storia dello Spritz

Pensate a una bevanda da ordinare come aperitivo e sono certa che il 90% di voi pensa allo Spritz che rimane uno dei cocktail più bevuti in Italia. La ricetta di questo aperitivo originario del Triveneto prevede una base di prosecco, un’aggiunta di bitter, Aperol o Campari e la caratteristica spruzzata di seltz. Ma quali sono le origini di questa bevanda tanto amata dagli italiani?

La Storia dello Spritz comincia nell’Ottocento durante il periodo della dominazione Asburgica nel Veneto. Quando i soldati e i diplomatici dell’impero asburgico nei momenti di svago chiedevano un bicchiere di vino, ma non sopportando l’elevato tasso alcolemico dei vini locali domandavano agli osti di “spruzzare” un po’ d’acqua nei loro bicchieri.
“Spritzen! e subito l’oste allungava il vino con una spruzzata di acqua o di bitter a seconda dei gusti. Dobbiamo però aspettare l’arrivo del Seltz per bere lo Spritz di oggi.

E’ quindi all’inizio del  Novecento che iniziano a diffondersi i primi sifoni per l’acqua di Seltz e a prendere forma la Ricetta dello Spritz. L’acqua frizzante diede un tocco di brio in più a una bevanda che, all’epoca, era costituita da vini fermi. La leggerezza in termini alcolemici, il sapore dal retrogusto amarognolo e la presenza delle “bollicine” fece subito colpo sulle nobildonne austriache che iniziarono a bere Spritz durante i loro eventi mondani.

 

Il cocktail si è diffuso in breve tempo in tutta Italia soprattutto negli ultimi anni  grazie agli spot pubblicitari a partire dal 2008.

 

Ne esistono però alcune versioni in base a dove lo si beve:

in Piemonte si beve lo Spruzzato, versione con Vermouth, seltz e ghiaccio,

a Brescia il Pirlo si mette il vino bianco fermo al posto del Prosecco,

a Milano il Bianchin con vino bianco frizzante e Bitter Campari,

a Trieste si può trovare la ricetta originale con vino e acqua gassata.

 

In qualsiasi modo lo beviate, godetevi il momento di relax di un buon aperitivo!

(Photo by Pixabay)

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