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La Roma dei Romani

Un weekend a Roma può essere il solito weekend se ci lasciamo guidare dagli itinerari turistici che conducono alla scoperta della solita, consueta città Eterna. Ma se ci facciamo incuriosire dai percorsi che conducono a conoscere la Roma dei romani, quella frequentata da chi ci vive, allora può diventare un’esperienza unica e indimenticabile. Come quella che abbiamo vissuto noi in un weekend di fine primavera, scaldato da un timido sole, alternato a un cielo nuvoloso con vento freddo, che vi raccontiamo attraverso alcuni piccoli ricordi e immagini.

 

Tour Fiat_500

Arrivati a Roma Termini, usciti dalla stazione rimaniamo colpiti dalla bellezza di un palazzo in stile liberty di inizio secolo appena riportato ai suoi antichi splendori. Catturano la nostra attenzione in particolare i resti ancora imponenti delle Mura Serviane che risalgono al VI sec a. C. Costruite dal VI Re di Roma Servio Tullio, queste mura hanno protetto la città da attacchi e saccheggi per circa 150 anni fino alla disastrosa invasione dei Galli Senoni del 390 a. C. dopo la quale le mura vennero riedificate ricalcando, probabilmente, il tracciato antico.
Questo maestoso palazzo, un tempo sede delle poste e delle ferrovie, oggi ospita un hotel 5 stelle della catena NH grazie alla quale alcuni romani ci dicono che la piazza ha ritrovato il suo splendore. A pochi passi dalle mura ci lasciamo colpire dalla bellezza e dal profumo di limoni e ulivi proveniente del giardino antistante le Terme di Diocleziano, le più antiche terme di Roma, costruite nel 298 a. c. Le Terme, le più grandi costruite all’epoca dell’Impero Romano, si estendevano su una superficie due volte superiore a quella delle famose Terme di Caracalla che tutti noi conosciamo. Oggi, al suo interno è ospitato il museo Epigrafico che custodisce pezzi scritti su diversi materiali dal VII sec a.C al IV sec d.C. Le Terme sono visitate da pochissimi turisti che non sanno quali bellezze si perdono, forse presi a raggiungere le mete più gettonate della Capitale.

Continuiamo la nostra scoperta di Roma in stile Dolce Vita. Prima di arrivare abbiamo, infatti, organizzato un itinerario con Ecomoverent – che consiglio per simpatia e affidabilità – a bordo di originali Fiat 500 vintage guidate da simpatici ed eloquenti guidatori che, per un pomeriggio intero, saranno le nostre guide esperte e appassionate.
Scegliamo il tour Roma segreta che ci conduce dentro quasi 3000 anni di storia nascosta tra i vicoli e sotto gli archi di Roma. Scorci mozzafiato, piazzette e fontane, conosciute per lo più dai “Romani de Roma”. Ecco l’itinerario che abbiamo fatto, se siete curiosi di ripercorrerlo: Ghetto / Piazza Campitelli / Via Giulia / Vaticano / Vicolo Sant’Onofrio / Gianicolo / Trastevere / Piazza Venezia/ Appia Antica / Basilica San Giovanni / Chiesa dei Santi Quattro Coronati / Clivio di Scauro / Colosseo / Aventino / Giardino degli Aranci / Piramide / Cimitero Acattolico / Testaccio Monte dei Cocci

I posti che mi sono rimasti nel cuore sono, senza dubbio, la Basilica di Santo Stefano Rotondo al Cielo, anche detta Basilica Rotonda per la sua pianta circolare, dove, al suo interno, sembra di ritrovare pace e tranquillità; il Giardino degli Aranci sul Colle Aventino da cui si ammira una splendida vista su Roma. Dal suo principale viale alberato si scorge la Cupola di San Pietro che, per uno strano effetto ottico, man mano che percorri il viale invece che ingrandirsi si rimpicciolisce progressivamente.
Sempre vicino al Giardino degli Aranci si trova la Villa del Priorato di Malta che non si può visitare. Osservando però dal buco della serratura del portone della Villa, è possibile ammirare la suggestiva prospettiva della cupola di San Pietro che appare tra le fronde degli alberi.
Per finire la giornata vi consiglio una cena in pieno centro storico, Al Pompiere, ristorante tipico che si trova al primo piano del palazzo storico di Beatrice Cenci, gestito dalla Famiglia Monteferri dal 1928. I piatti sono quelli della cucina romana più verace e includono anche le migliori specialità della tradizione giudaico-romanesca, come i celebri carciofi alla giudia. Si tratta di un piatto di derivazione romana, nato più precisamente nel ghetto ebraico della capitale, non leggerissimo ma immancabile se volete gustare la cucina tipica capitolina insieme ai filetti di baccalà e ai fiori di zucca, i tonnarelli cacio e pepe, gli spaghetti alla carbonara, i bucatini all’amatriciana o la coda alla vaccinara solo per dirne alcuni.

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