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Halloween? No grazie, Festa delle Lumere, Is Animeddas e Su Mortu Mortu, Ben Dei Morti ….

A chi è convinto che Halloween sia una festa che abbiamo ereditato dagli USA negli anni ’80 devo dire che si sbaglia. In Italia la “tenebrosa” festa del 31 ottobre si celebra da più di 100 anni.

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Ossa di Morto

Certo le sue radici non sono sicuramente italiane e neppure religiose quanto piuttosto celtiche e pagane, ma lo spostamento voluto nell’anno 738 da Papa Gregorio III della festa dei Santi dal 13 maggio al 1° novembre sovrappose la festa religiosa a quella pagana.

Così scopriamo che Halloween è la contrazione di “All Hallows’ eve” cioè “vigilia di tutti i santi”.

che in origine si chiamava Samahin e veniva festeggiata dai Celti il 1°novembre in occasione della fine dell’estate.

Si trattava di una data importante, un punto di passaggio profondamente legato all’agricoltura e all’allevamento, in quanto la Madre Terra aveva dato i suoi frutti per prepararsi ai rigori invernali. E proprio per questo gli antichi celti ringraziavano per il raccolto in attesa della futura semina

Il Samahin si trovava come linea di separazione tra il nuovo anno e il vecchio e proprio grazie a questa posizione il velo tra il mondo dei vivi e quello dei morti si assottigliava a tal punto da consentire ai defunti di tornare nei luoghi della loro vita terrena.
Il Cristianesimo non riuscì a eliminare tale credenza quindi il 2 Novembre inserì la commemorazione dei defunti.

Nella notte di Samahin si onoravano gli antenati ed intorno a un bel fuoco si ricordavano le gesta di nonni e bisnonni in una bella riunione familiare. Inoltre si credeva che le anime dei cari estinti facessero visita alle loro vecchie dimore e per questo si lasciava loro del cibo e si ponevano delle luci alle finestre per facilitare il ritrovamento della via di casa agli spiriti vaganti nella notte.

Questa festa, che nell’era moderna prende il nome appunto di Halloween, scopriamo che anche nella nostra Italia esiste già da secoli e assume diverse denominazioni in base alla posizione geografica: Ancora oggi troviamo Is Animeddas e Su Mortu Mortu in Sardegna e la Notte delle Lumere (le zucche con il lumino) in Sicilia e in Lombardia. Anche la comunione con i defunti attraverso l’offerta di cibo non è cambiata. Così abbiamo le Ossa dei Morti e il Pane dei Morti in Umbria, Marche, Lombardia e Veneto; in Piemonte si aggiunge un posto a tavola per gli spiriti; in Liguria i bimbi ricevono un dolcetto chiamato il Ben dei Morti; in alcuni paesini della Calabria si imbandisce un piccolo banchetto accanto alle tombe dei defunti, proprio come facevano gli Etruschi. A Manfredonia qualcuno ancora appende al muro la cosiddetta “Calza dei Morti” che nella notte tra l’1 e il 2 novembre viene riempita di dolci per i più piccoli.

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Pan dei Morti

In Sardegna Halloween è la Is Animeddas, Su mortu mortu, Su Prugadoriu o Is Panixeddas a seconda delle zone. I bambini vanno in giro per le case dei paesi a chiedere una piccola offerta “pro su ‘ene ‘e sas ànimas“.

La richiesta varia addirittura da paese a paese e sostituisce il classico “dolcetto o scherzetto?” con: seus benius po is animeddas, mi das fait po praxeri is animeddas?, seu su mortu mortu, carki cosa po sas ànimas, peti cocone, is panixeddas, su pane su binu, su biddiu longu, sos sonadores.
Oggi i bambini ricevono caramelle, merendine, cioccolato  ma in passato le offerte erano costituite da dolci del periodo autunnale, frutta di stagione e frutta secca, castagne e mandorle, tutti doni per le povere anime del purgatorio.

Gli adulti per contro ricordano i loro morti con una cena frugale, raccogliendosi poi intorno al camino per raccontare fatti del passato o leggende della zona.
Si lascia la tavola apparecchiata per i defunti tutta la notte e in alcuni paesi anche le credenze rimangono aperte perchè questi possano nutrirsi.
Anche la zucca non è una prerogativa di Halloween. In Sardegna venivano intagliate a rappresentare esseri spettrali, per far divertire e spaventare i bambini.
Nelle case invece si accendevano le lampade a olio (lantias), una per ogni defunto di famiglia.

In alcune regioni i nonni raccontano che da bambini si travestivano da fantasmi per spaventare i passanti e intagliavano le zucche con facce mostruose.

Anche in Brianza (Lombardia) era in uso intagliare delle zucche arancioni per inserirvi delle candele accese sul fondo, da portare in giro di notte per spaventare i passanti. Queste zucche si chiamavano “Lumere”.

Era anche usanza lasciare sul davanzale delle finestre una ciotola di latte, un bicchiere di vino rosso e del cibo (solitamente castagne), per le Anime dei propri cari. Il dolce tipico di questo periodo, conosciutissimo in Lombardia, è il “pan dei morti”.

Per cui per chi si sente troppo italiano per festeggiare Halloween può tranquillamente festeggiare la Festa delle Lumere o la Is Animeddas con tutti gli altri senza tradire le nostre tradizioni!

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