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Cascina Bullona: un luogo magico dove il tempo si è fermato!

Ci sono luoghi che sembrano incantati, luoghi dell’anima, luoghi dove basta varcare il cancello e ti riportano indietro con la memoria, a sensazioni familiari, a momenti di vita quotidiana che non dimentichi più.

Ecco, uno di questi luoghi è l’Agriturismo Cascina Bullona a Pontevecchio di Magenta (Milano), situato proprio all’ingresso del Parco del Ticino, a due passi dalla Riserva naturalistica ‘La Fagiana’.

Uno di quei luoghi dove ogni singolo dettaglio racconta storie di persone, di legami e di sacrifici, come ci racconta Stefano Viganò, titolare dell’azienda agricola.

Quando nell’83 il padre decise di acquistare i terreni e la cascina in dismissione, Stefano aveva 20 anni e stava frequentando la facoltà di agraria. Iniziò a lavorare duramente durante tutti i fine settimana, con il padre e il fratello, per rimettere in sesto i 20 ettari di terreno, riportarli alle coltivazioni e sistemare i fabbricati che erano ormai in stato di abbandono.

Erano gli anni in cui stavano nascendo i primi agriturismi, anni di giovani coraggiosi con grandi progetti che si stavano inventando un nuovo lavoro. E Stefano, con un paio di amici, fu tra i primi a capire che il turismo enogastronomico non era solo la moda del momento ma un fenomeno su cui puntare per valorizzare il proprio territorio, le proprie tradizioni, le campagne, le cascine, gli orti e i frutti gastronomici di questi orti, ottenuti grazie al duro lavoro da mattina a sera. E così decise di scommettere su questa avventura, chiedendo i permessi per aprire un’attività come giovani agricoltori, tra difficoltà, controlli e problemi di qualsiasi. Ed è così che è nato l’Agriturismo Cascina Bullona, il terzo agriturismo ad aprire nella zona Ovest di Milano. “Abbiamo deciso di aprirci all’ospitalità,  come i nostri avi ospitavano domenica i parenti di Milano, con i loro racconti delle città che affascinavano un bambino, come le loro automobili, parcheggiate nell’aia”. Così ci ha detto con romanticismo Stefano.

Con l’aiuto degli amici, dei familiari, ma anche degli altri coltivatori che si sono stretti intorno a lui per supportarlo – come si faceva un tempo – in questa avventura, Stefano ha dapprima trasformato i vecchi fabbricati in camere per accogliere gli ospiti. Poi ha riavviato le coltivazioni, passando le serate a raccogliere granoturco fino alle 22, per poi andare a rilassarsi davanti a un buon bicchiere di vino, tutti insieme, a chiacchierare e riscoprire le proprie radici. Per mettere a frutto il lavoro, ha aperto un piccolo spaccio dove vendeva i prodotti della terra ma anche le prelibatezze degli altri produttori della zona. Nel 1999 un nuovo passo con l’apertura della prima sala del ristorante, insieme al cuoco che ancora oggi dirige la cucina.

L’attività piano piano riscontrava gradimento, il passaparola iniziava a funzionare. Così Stefano, che nel frattempo aveva inserito anche l’allevamento di maiali, mucche e altri animali, decise di allargare l’attività inserendo il concetto di Fattoria Didattica, aperto alle scuole ma anche ai curiosi, con i laboratori di salumi, miele, la panificazione degli alimenti primari, ecc. Questa attività ancora oggi è molto ricercata dalle scuole di Milano e provincia tanto che la Cascina conta più di 1500 bambini e ragazzi ogni stagione.

Oggi l’azienda agricola si è arricchita della produzione e trasformazione vegetale (dalle farine, verdure e ortaggi di ogni genere, frutta, ma anche salumi prodotti dai propri maiali e cinghiali), i cui prodotti sono disponibili nello spaccio all’ingresso della Cascina e proposti nel menu del ristorante. Da poco Stefano ha anche offerto un po’ di spazio ad alcuni ragazzi che stanno provando ad avviare un allevamento di lumache. Un omone dal cuore grande che apre le porte della propria azienda agricola anche a ragazzi in difficoltà, cui vuole dare un’opportunità… il suo sogno nel cassetto?!? Sviluppare una Fattoria Sociale. Chissà se un giorno vi racconteremo anche questa nuova storia! In bocca al lupo Stefano!!!

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